Suburbana Collegno

CENTO DOMENICHE

martedì 29 mercoledì 30 ottobre 2024 - ore 21

Regia: Antonio Albanese - Sceneggiatura: A. Albanese, Piero Guerrera - Fotografia: Roberto Forza - Montaggio: Davide Miele - Interpreti: Antonio Albanese, Liliana Bottone, Bebo Storti, Sandra Ceccarelli, Maurizio Donadoni, Elio De Capitani, Sandra Toffolatti, Martin Chishimba, Alessandro Piavani, Stefano Braschi, Nicola Rignanese, Marianna Folli, Federica Fracassi - Italia 2023, 94’, Vision Distribution.

Antonio, ex operaio, ha una vita tranquilla: gioca a bocce con gli amici, si prende cura dell’anziana madre e ha una figlia che adora. Un giorno la ragazza gli comunica che si vuole sposare. Antonio ne è felice e intende regalare alla figlia il ricevimento, grazie ai risparmi messi da parte da una vita. Peccato che la banca in cui l’uomo è cliente sembri nascondere qualcosa. Il sogno di Antonio di pagare le nozze si rivelerà impossibile e capirà a sue spese che chi custodisce i nostri soldi non è detto che custodisca anche i nostri sogni...

È un film “politico” Cento domeniche? Certo che lo è, dal momento che difende i diritti calpestati di onesti lavoratori e descrive quindi una realtà sociale. (…) Antonio Albanese lo ha dedicato a chi non ha fatto in tempo a ritirare dalla banca i risparmi di una vita prima di un crac finanziario e, dopo aver cambiato le obbligazioni in azioni, ha preso l’ascensore per l’Inferno perdendo tutto. (…) Antonio è un uomo intelligente che, però, invece di mettere subito sotto a una mattonella il suo piccolo capitale, si illude che l’essere umano sia naturalmente buono e decide di fidarsi del direttore della banca che gli dice. “Andrà tutto a posto”. (…) Ad andare in scena, nel film certamente più bello di Antonio Albanese, che viene proprio da una famiglia di operai, è la cronaca di un’ingiustizia, di una crudele sopraffazione, degli effetti devastanti della malvagità umana. In Cento domeniche Antonio Albanese lascia da parte la maschera, il personaggio. Non si trasforma in Cetto La Qualunque (…). Gli interessa piuttosto interpretare un uomo comune contento di aver messo su famiglia e di essersi comportato da cittadino modello. Mai come in questa occasione, in cui la commedia occupa solo la prima metà del film, Albanese è sincero e autentico, tanto che sente questo film come la sua opera più personale. E i cattivi di questo racconto, che riunisce tante storie narrate da chi è diventato improvvisamente povero, non sono soltanto i direttori di banca o i pochi che si sono “salvati”, ma uno stato che si occupa troppo poco della salvaguardia dei diritti dei cittadini i e dei lavoratori, oltre a un Job’s Act che tutela le aziende ma non i singoli impiegati. (Carola Proto, www.comingsoon.it)

Albanese è tornato al suo paese d’origine, nell’entroterra lombardo industrializzato, dove è cresciuto e dove lui stesso per alcuni anni ha lavorato come metal meccanico. Cento domeniche racconta la storia di un operaio come era stato lui, un onesto lavoratore, una brava persona come tanti che ha vissuto dei suoi guadagni e ora, in pensione, vive dei suoi risparmi e si concede un piccolo sogno: regalare alla figlia un matrimonio indimenticabile. Albanese, attore e regista da anni, ormai fuori da quel piccolo, semplice mondo, dimostra in Cento domenica una sensibilità e una comprensione di quell’ambiente e di quei sentimenti particolarmente delicata e carica di desiderio di riscatto. Il film è un crescendo emotivo. (…) Il finale arriva come una bomba (…) che porta anche in Italia un cinema di impegno sociale alla Ken Loach che non si vedeva da tempo. (Vania Amitrano, www.ciakmagazine.it)