Suburbana Collegno

A TAXI DRIVER

mercoledì 15 giovedì 16 gennaio 2025 - ore 21

(Taeksi woonjunsa) Regia: Jang Hun - Sceneggiatura: Eom Yu-na - Fotografia: Go Nak-seon - Montaggio: Kim Sang-beom, Kim Jae-beom - Interpreti: Song Kang-ho, Thomas Kretschmann, Hae-jin Yoo, Jun-yeol Ryu, Park Hyuk-kwon - Corea del Sud 2017, 137’, Tucker Film.

Seul, 1980. Kim è un tassista vedovo con una figlia a carico, poco interessato alla politica. Un giorno si appropria di un cliente destinato a un altro autista: il fotoreporter tedesco Jurgen Hinzpeter che è disposto a spendere 100.000 won pur di essere portato nel sud del Paese, per filmare la repressione della rivolta studentesca da parte dei militari del regime e far sapere al mondo cosa sta succedendo in Corea del Sud. Questo viaggio si rivela un’avventura che cambia la visione della vita di Kim. Basato su una storia vera.

Si ride, si piange, si impara e si cerca di dare una risposta: Jang Hun (…) realizza un piccolo capolavoro. La pellicola affronta un tema delicatissimo, che ha segnato in maniera profonda la storia recente della Corea del Sud: nel maggio 1980 la rivolta degli studenti dell’Università Nazionale di Chonnam di Gwangju si trasformò in un bagno di sangue. Nove giorni di scontri, per un bilancio di morti che oscilla tra i 200 e il migliaio (207 secondo il governo civile). Ma non solo: un massacro che non è stato riportato alla popolazione civile, con giornali e altri media completamente censurati dalla politica locale. È stata necessaria l’eroica missione di Jurgen Hinzpeter per far conoscere al mondo la reale situazione di Gwangju. I due protagonisti, interpretati magistralmente dal ciclonico Song Kang-ho e dal monumentale Thomas Kretschmann, sono due personaggi agli antipodi: goffo il primo e perfezionista il secondo, frivolo l’uno e determinatissimo l’altro. Una coppia che, dopo le incomprensioni e le tensioni iniziali, si trova unita: un’amicizia che permetterà loro di fare fronte, insieme al ‘clan dei tassisti’ e allo studente universitario Jae-sik, ai numerosi ostacoli, così da poter documentare e filmare il massacro delle forze armate sui cittadini inermi. I divertentissimi siparietti con il bizzarro tassista però non ci devono allontanare dal vero messaggio del regista: A Taxi Driver è un potentissimo film di denuncia, che condanna con fermezza le angherie e i soprusi dell’esercito. (…) A Taxi Driver è un film da non perdere. (Massimo Balsamo, www.anonimacinefili.it)

Il sangue per le strade di Gwangju non si è ancora asciugato, anche se sono passati quasi quarant’anni da quel tragico maggio del 1980. (…) Il regista Jang Hun, che è stato anche l’assistente di Kim Ki-duk, gira un film sulla ricerca della verità, sulla necessità di sapere a ogni costo quello che il potere nasconde. I reporter rischiano la vita, perché quello che succede a Gwangju non deve essere documentato, il popolo è costretto ad accettare le giustificazioni fornite dalla propaganda. Hun porta il marcio alla luce, a volte con l’enfasi che caratterizza il cinema di Seul. Ma l’affresco è di grande impatto e il ritmo è serrato. La vicenda inizia con i tratti di un classico buddy movie. I protagonisti regalano qualche gag, mentre sono ignari della tragedia. Poi la forza della realtà irrompe e A Taxi Driver si trasforma in una testimonianza profonda, in una rappresentazione che punta in alto. Kim è interpretato da Song Kang-ho, una vera stella nel suo Paese. Il suo (…) tassinaro scorbutico sfida i cannoni della tirannia per trasformarsi in un eroe dal volto umano, un padre come tanti che non può più permettersi di chiudere gli occhi. (Gian Luca Pisacane, www.cinematografo.it)