Suburbana Collegno

NEZOUH - IL BUCO NEL CIELO

mercoledì 16 giovedì 17 aprile 2025 - ore 21

(Nezouh) Regia e sceneggiatura: Soudade Kaadan - Fotografia: Burak Kanbir, Hélène Louvart - Montaggio: S. Kaadan, Nelly Quettier - Interpreti: Nizar Alani, Kinda Alloush, Samir Al Masri, Hala Zein - Francia/GB/SiriaQatar 2022, 103’, Officine Ubu.

Nella Damasco della guerra civile siriana, una bomba apre uno squarcio nel soffitto dell’appartamento in cui vivono la quattordicenne Zeina e i suoi genitori. Mentre la madre, Hala, spinge per trasferirsi in Europa come hanno già fatto le sue sorelle, il capofamiglia Motaz è determinato a rimanere lì dov’è, troppo orgoglioso per lasciare la casa e diventare un rifugiato. Zeina, nel frattempo, fa la conoscenza di Amer, un ragazzo che ha fatto capolino dal buco nel soffitto.

Nezouh - Il buco nel cielo (…) è principalmente un percorso di formazione femminile ed adolescenziale di una quattordicenne e della madre verso un futuro libero da costrizioni imposte. Sarà letteralmente lo squarcio provocato dal bombardamento, la fenditura attraverso la quale Zeina, ed Hala, riusciranno a intravedere la possibilità di fuggire da quella che non considerano più la dimora dove sentirsi al sicuro, ma che iniziano invece a percepire come la materializzazione delle catene dell’opprimente cultura maschile, impersonata dal padre/marito, esempio di repressione camuffata da amorevole protezione. Il predominio patriarcale di Mutaz è finemente nascosto dietro al pretesto della difesa dalla brutalità del “fuori” ed espresso da azioni che hanno come obiettivo il tenere a sé le donne, imprigionandole nel “dentro” apparentemente meno temibile. Mentre le mura vengono distrutte, l’uomo fa di tutto per ricattarle emotivamente, perpetrando una normalità quotidiana ormai inattuabile. Dalla presa di coscienza di madre e figlia, nella Siria occupata, ha inizio il percorso rivoluzionario di emancipazione e speranza. Zeina, nonostante la giovane età, riuscirà a non farsi sopraffare da un destino inevitabilmente segnato, trovando nell’immaginazione e nella fantasia la forza necessaria. La missione sarà quella di raggiungere il mare percepito come mezzo salvifico per intraprendere un moderno viaggio di Ulisse, inteso non come allegoria di lontananza dell’uomo dalla patria, bensì come unica opportunità di salvezza per cercare una nuova casa. Fuga reale verso la libertà e al contempo ideale dalla sopraffazione di genere. L’opera seconda della regista Kaadan (nata in Siria e vissuta in Francia) è il racconto della questione siriana in chiave quasi tragicomica, in bilico tra dramma e ironia, con lo speciale apporto di idee surrealiste e simboliche che, unite al realismo degli eventi, creano un interessante e delicato ibrido. (Miriam Raccosta, www.cinematografo.it)

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