Suburbana Collegno

KILLERS OF THE FLOWER MOON

mercoledì 2 giovedì 3 aprile 2025 - ore 20,30

Regia: Martin Scorsese - Sceneggiatura: Eric Roth, M. Scorsese - Fotografia: Rodrigo Prieto - Montaggio: Thelma Schoonmaker - Interpreti: Leonardo Di Caprio, Robert De Niro, Jesse Plemons, Tantoo Cardinal, Cara Jade Myers, Janae Collins, Jillian Dion, William Belleau, Lily Gladstone, Jason Isbell, Louis Cancelmi, Scott Shepherd, Sturgill Simpson, Gary Basaraba, Michael Abbott Jr., David Born - USA 2023, 206’, 01 Distribution.

Nell’Oklahoma degli anni Venti del Novecento, i nativi americani della Contea Osage scoprono che sotto la terra che gli appartiene si nasconde una grandissima quantità di petrolio. Non appena la notizia si diffonde, molti di loro vengono uccisi o scompaiono misteriosamente. A indagare su quanto accaduto arriva un agente di una FBI ancora alle origini. Intanto Ernest Burkhart, un reduce della Grande Guerra e sposato con l’indiana Mollie, scoprirà che tra i sospettati dei crimini vi è lo zio William Hale, proprietario terriero privo di scrupoli, che aveva cercato di persuadere il nipote a sposare una donna di Osage per avere la possibilità di appropriarsi di quei ricchi appezzamenti. Da fatti realmente accaduti.

Killers of the Flower Moon è Cinema con la C maiuscola. Perché è Martin Scorsese che mette in dubbio se stesso, e ovviamente l’America tutta. È un’indagine sull’avidità e sulla crudeltà dell’uomo, a tratti ironica e persino divertente, a tratti cruda, feroce, disturbante. È anche un viaggio attraverso un’America diversa, inedita. (…) Scorsese parte dal romanzo di David Grann, Gli Assassini della Terra Rossa, per imbastire un racconto che si pone a metà tra storia romanzata e indagine d’inchiesta per approfondire la strage degli Osage in Oklahoma. Un evento che ha segnato, forse troppo silenziosamente, la storia americana negli anni Venti, quando la cupidigia di un’intera comunità portò allo sterminio - e al successivo insabbiamento - di decine di nativi americani. Rei di possedere una terra traboccante di petrolio. E si sa, l’uomo bianco brama “l’oro nero” sopra moltissime cose. Sicuramente più della vita degli indigeni. (…) Killers of the Flower Moon è un’opera magnifica, potente e memorabile. Un film in cui Martin Scorsese demolisce la sua idea di cinema e al tempo stesso la venera. Un’indagine sul marcio dell’uomo e sui tanti lati oscuri dell’America, un racconto d’inchiesta che decostruisce il divismo dei suoi attori fenomenali, trasformandoli in straordinari, credibili e micidiali fenomeni da baraccone. Una pellicola fuori dal tempo, che consacra il suo autore come uno tra i più grandi, lucidi e cinici della Settima Arte. (Gabriele Laurino, cinema.everyeye.it)

C’è tutto il cinema di Scorsese in Killers of the Flower Moon: è un gangster movie, un film spirituale, un western, un crime. In 3 ore e 30, che scorrono magnificamente, il regista ripercorre tutta la sua carriera, questa volta assumendosi la responsabilità del mondo che ha sempre raccontato. Lui mostra i criminali, gli uomini affamati di potere, ma mai come questa volta ne è lontano: li rappresenta ottusi, senza nessun fascino. Il centro emotivo e morale sono invece Mollie e le sue sorelle: nella dignità della donna, nella sua capacità di rispondere con empatia alle persone che la circondano, è lei la vera ricchezza della Nazione Osage, sprecata e calpestata da chi non riesce a capirlo. Lì dove Mollie è la speranza, la vita, Ernest è l’autodistruzione. Come un veleno, il capitalismo ha reso malata la società americana. (Valentina Ariete, www.movieplayer.it)